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Classic Voice

April 2019

Classic Voice

DI LUCA BACCOLINI In una strana convergenza di investimenti immobiliari e filantropia, isolamento e cosmopolitismo, intersecando le vite di John Eliot Gardiner e di un ricco avvocato americano imbevuto di studi umanistici, nel cuore della Val d’Orcia ha preso corpo un’utopia: costruire una stagione musicale che presenta un numero di concerti quasi equivalente agli effettivi residenti del luogo. Castiglioncello del Trinoro, a mezz’ora d’auto dalla più vicina stazione ferroviaria di Chiusi (provincia di Siena), non è quel che si direbbe un paese a portata di mano. A dire il vero non lo è mai stato. Nel Medioevo pativa la nomea di rifugio prediletto dai briganti della via Francigena. Anche nel 1600 la parrocchia contava solo 300 anime, “salite” a 340 a metà Ottocento. Chi arriva qui non lo fa per caso, anche perché non esistono cartelli stradali ad accogliere il wanderer, il cicloamatore o l’automobilista.Tantomeno vi si possono trovare parcheggi, tutti collocati fuori da un borgo che a 800 metri d’altezza sorveglia il versante meno an cesca Aspromonte, Marianna Pizzolato, Saimir Pirgu, il Quartetto di Cremona, tutti accomunati dal fatto di non aver mai suonato o cantato, almeno in veste ufficiale, davanti a un pubblico così ristretto. Alle radici di questo mondo parallelo, che non si esiterebbe a collocare o in un passato ancestrale o in un futuro iperuranico, c’è in realtà la visione pragmatica di Michael Cioffi, avvocato italoamericano di Cincinnati, decisamente lontano dal prototipo di yankee trumpiano e molto più vicino, per quel che professa, a un umanista del Quattrocento.